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Pagamento compensi difensori, ausiliari del magistrato, GOT - Nuove modalità per la presentazione delle istanze di pagamento

29/10/2014

 

Con l’introduzione dell’obbligo di fatturazione elettronica per i pagamenti eseguiti dalla PA in favore dei beneficiari soggetti ad IVA, si è reso necessario prevedere una nuova procedura per il pagamento delle spese di giustizia. Tra queste ultime rientrano i compensi pagati a tutti quei professionisti (quali avvocati, periti, consulenti tecnici, interpreti e traduttori, custodi giudiziari e giudici onorari di tribunale) che abbiano prestato la loro attività nell’ambito di un procedimento civile o penale su incarico del giudice. Ovviamente deve trattarsi di persone soggette ad IVA ed obbligate quindi ad emettere fattura. Costoro d’ora in avanti per ottenere il pagamento dei loro compensi dovranno seguire la procedura descritta di seguito.

Si precisa in ogni caso che la compilazione dell’istanza di liquidazione compenso ed il successivo invio telematico può essere eseguita anche da coloro che non sono soggetti a fatturazione.

Procedura per presentare istanza di liquidazione

  1. Effettuare la registrazione sul sito https://lsg.giustizia.it/ alla voce Servizi on line – Liquidazioni Spese di Giustizia. La registrazione ovviamente va fatta una volta sola, dopodiché si accede mediante username e password.
  2. Una volta registrati si può compilare l’istanza di liquidazione compensi seguendo le istruzioni riportate nel sito http://www.giustizia.it/ → Come fare per → Servizi on line → Scheda pratica → Liquidazioni spese di giustizia: presentare richiesta on line. La pagina è direttamente raggiungibile al seguente link: http://www.giustizia.it/giustizia/it/3_7_11.wp?previsiousPage=mg_3_s Terminata la compilazione occorre salvare l'istanza, in modo che il sistema rilasci un numero di registrazione, tramite il quale sarà possibile successivamente visionare lo stato della propria istanza ed emettere a tempo debito la fattura elettronica. La compilazione dell’istanza ed il suo invio tramite il sito internet del Ministero della Giustizia sono obbligatori. In assenza di tali adempimenti non sarà possibile infatti procedere all’emissione del modello di pagamento.
  3. L'istanza di liquidazione può essere stampata e successivamente depositata presso la cancelleria del giudice competente oppure inviata via PEC all’indirizzo istanzaweb.siamm@giustiziacert.it. In quest’ultimo caso non é necessario il deposito cartaceo.
  4. Ricevuta l’istanza (in forma cartacea o vai PEC) il Tribunale provvederà alla sua trattazione secondo le consuete modalità: emissione del decreto di pagamento da parte del magistrato, comunicazione alle parti, decorso dei termini di 30 giorni per eventuali impugnazioni e quindi apposizione dell’esecutività da parte delle cancellerie.
  5. Per verificare se il decreto di liquidazione è divenuto esecutivo, l’istante dovrà accedere di nuovo alla pagina https://lsg.giustizia.it, selezionare le istanze già inviate e verificare quali si trovino nello stato denominato “provvedimento lordo esecutivo”. Per queste si potrà procedere alla compilazione della fattura secondo il tracciato XML previsto dalla normativa vigente. Durante la precompilazione della fattura, il sistema inserisce automaticamente il numero univoco dell’istanza di liquidazione a cui si riferisce la fattura elettronica. Tale numero univoco viene riportato anche nella sezione “2.5 allegati” prevista nel file XML “fattura.gov” ed è assolutamente necessario per il nostro Ufficio, alfine di poter procedere alla lavorazione della fattura e quindi al pagamento della stessa.
  6. La fattura precompilata deve essere scaricata sul proprio computer a cura del professionista che chiede il pagamento dei propri compensi, quindi firmata digitalmente ed inviata come di consueto allo SDI indicando il codice IPA / spese di giustizia che per il Tribunale di Sondrio è CFHT0N.
  7. La fattura verrà comunicata per via telematica al nostro Ufficio e si provvederà al suo pagamento come di consueto, mediante invio al Funzionario Delegato presso la Corte d’Appello di Milano.